Gli atteggiamenti interpersonali sono disposizione di ognuno di noi a produrre determinate reazioni nei confronti di altre persone.

La generosità, l’atteggiamento altruistico, il sacrificio, la condiscendenza, la fiducia, il cinismo, l’opposizione interpersonale, la procrastinazione e il ritardo, l’umiliazione, la vendetta, l’intrusività, la seduzione, il vanto sono alcuni esempi di atteggiamenti interpersonali. L’atteggiamento esprime ciò che ogni persona è disposta a fare sia in termini verbali che comportamentali, in modo occasionale o pervasivo.

Secondo  il modello cognitivo  le esperienze interpersonali di ogni individuo sono regolate da strutture mentali che guidano l’elaborazione delle informazioni relative alle proprie relazioni e previsioni su di sé e sull’altro in relazione reciproca.  

Lo schema mentale rappresenta la via attraverso cui l’esperienza del passato si organizza in strutture mentali che influenzano la percezione del presente e quelli futuri. Infine lo schema si confronta con gli eventi attuali e da questi può essere modificato.

La tendenza spontanea degli esseri umani è di regolarsi reciprocamente in base all’attivazione del proprio interlocutore. Parliamo quindi di una disposizione ad agire in un determinato modo, di modalità con cui le persone entrano in relazione tra di loro.

Il concetto di ciclo interpersonale spiega il permanere nel tempo di schemi interpersonali disadattivi o adattivi e il mantenimento nelle relazione di reazioni e comportamenti relazionali ripetitivi e spiacevoli, funzionando come profezie che si auto determinano.  I segnali espressivi elaborati consciamente e incosciamente inducono nell’interlocutore un attitudine positiva oppure negativa di risposta che mantiene il ciclo interpersonale.

Un ciclo interpersonale può svolgersi attraverso interazioni sottili che avvengono spesso al di fuori del livello di consapevolezza. Questi stati emotivi possono esssere percepiti dall’altro grazie all’innata capacità degli esseri umani di riconoscere le espressioni corporee.

Nel caso di cicli intepersonali negativi i due membri di una relazione si troveranno prima o poi ad assumere dei ruoli complementari con atteggiamenti che confermano gli schemi interpersonali disadattativi di uno o di entrambi.

Nel caso di cicli interpersonali positivi il  buon risultato dell’interazione relazionale dipenderà in buona parte dalla capacità di assumere atteggiamenti interpersonali dotati di elasticità.

Le persone psicologicamente sane tendono ad assumere atteggiamenti interpersonali  dotati di elasticità; sono atteggiamenti  tendenzialmente armonici con il contesto relazionale in cui si esprimono e consentono di agire in una vasta gamma di modalità senza mettere a repentaglio lo stato desiderato della relazione. Non è più così se una persona assume gli stessi atteggiamenti in modo rigido e ripetitivo all’interno di una relazione o nella maggioranza delle relazioni che si presentano nella sua vita. 

Atteggiamenti rigidi e non flessibili, nei casi estremi, diventano modalità di funzionamento personale che sono l’espressione sintomatica di disturbi psicologici gravi come i Disturbi di personalità (APA, 2000).