I comportamenti auto-aggressivi o auto lesivi sono frequenti negli adolescenti e in diversi disturbi psichiatrici.

Tutti i soggetti che riportano qualche tipo di comportamento auto-aggressivo riportano anche una maggiore sofferenza psicologica e una alterazione del rapporto con il corpo che è indipendente da un eventuale disturbo alimentare. 

I comportamenti auto aggressivi possono essere  tutti quei comportamenti che implicano un danno diretto al proprio corpo senza che vi sia intento suicidario. 

Gli atti auto aggressivi si possono classificare in tre gruppi:

  1. autoaggressività “maggiore”: amputazioni, castrazione,lesioni agli occhi;
  2. autoaggressività “stereotipica”: lesioni ripetute;
  3. autoaggressività “minore”: lesioni superficiali.

 

Un atto auto lesivo viene spesso vissuto come una forma di “auto-aiuto” cioè come un modo per risolvere uno stato di tensione ed angoscia non tollerabile. Negli adolescenti è un modo di riappropriarsi del corpo.  

Gli atti auto aggressivi si possono avere caratteristiche impulsive o compulsive.

 

Comportamenti Impulsivi auto-aggressivi

Spesso non sono accompagnati da dolore, ma da sollievo. Hanno lo scopo di ottenere una gratificazione immediata senza riguardo per le conseguenze . Di solito si presentano in modo episodico e possono avere uno scopo comunicativo a livello interpersonale:

  • Tagli con lamette, taglierini o coltelli;
  • Bruciature;
  • Punture con aghi;
  • Botte al ventre o sbattere i pugni o la testa;
  • Morsi.

 

Comportamenti Compulsivi auto-aggressivi

Hanno lo scopo di prevenire ansia e angoscia, non per gratificazione. Sono ripetitivi nel tempo, la persona cerca di resistere al comportamento e la sensibilità al dolore è conservata:

  • Tirarsi e strapparsi i capelli;
  • Lesioni o escoriazioni da grattamento; 
  • Lesioni al viso e acne;
  • Lesioni mucose (pellicine labbra e bocca);
  • Onicofagia grave.  

Il comportamento autoaggressivo è socialmente inaccettabile, anche se esistono in tutte le culture forme ritualizzate di tali comportamenti (piercing, tatuaggi …). 

 

Tatuaggi

Segni indelebili sulla cute provocati dalla penetrazione di pigmenti in sede intradermica. Pratica risalente alla preistoria e descritta in quasi ogni cultura. Rinascita nel mondo occidentale dagli anni 70-80. Prevalenza stimata attorno al 13% della popolazione statunitense 

 

Piercing

Applicati a naso, orecchie e bocca descritti in molte culture, tuttora praticati dalle odierne società tribali. Rinascita nel mondo occidentale dagli anni 70-80. Prevalenza ritenuta maggiore rispetto a quella del tatuaggio.

Complicazioni  mediche: infettive come per tatuaggi, dislocazione o rigetto, reazioni locali (linfoadenopatie, follicolite, ascessi, cicatrici, cheloidi)