Perché non bisogna sottostimare la depressione? 

Le statistiche dimostrano che almeno una persona su due ad un certo punto della vita soffre di depressione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la depressione come un disturbo in continua crescita e una vera e propria emergenza mondiale, prevedendo che tra una decina di anni la depressione sarà seconda solo alla malattia cardiaca. 

Il rischio di depressione è maggiore in persone con scarsa stima di sé, tendenti al pessimismo e poco fiduciose. Spesso gli episodi depressivi sono preceduti da eventi psicosociali che vengono vissuti dalla persona come fallimentari, insuperabili o troppo gravi.

Alcuni esempi:

  • Lutti, compresa la perdita di un animale domestico;
  • Uscita dei figli da casa;
  • Difficoltà nei rapporti famigliari;
  • Conflitti relazionali;
  • Separazioni coniugali o altre forme di interruzione di legami significativi;
  • Bocciature, cambiamenti di classi o di scuola;
  • Cambiamenti di città, di casa, di amici;
  • Licenziamenti , fallimenti o problemi sul lavoro;
  • Essere stati vittima di reati;
  • Malattie fisiche, soprattutto se croniche e invalidanti.

E’ importante trattare chi ne soffre con cure appropriate in quanto tra i possibili esiti gravi di una depressione ci sono il suicidio, l’incapacità a lavorare, le ricadute e la cronicità; e nei casi meno gravi la compromissione delle relazioni in generale, del ruolo genitoriale, delle prestazioni lavorativi (assenze dal lavoro), della salute e un aumento dell’utilizzo dei servizi sanitari.

I problemi di depressione ad oggi sono ben riconoscibile e curabili. La depressione non va confusa con le esperienze comuni di tristezza, scoraggiamento, senso di colpa, impotenza, rabbia, senso di fallimento che normalmente ci accompagnano in particolari situazioni come la perdita di una persona cara o la compromissione di un obiettivo per noi importante.

 

Cos’è la depressione? 

Per formulare una diagnosi corretta di depressione è necessario provare una serie di sintomi in un arco di tempo prolungato (almeno due settimane). Questi sintomi sono descritti nel manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM-IV (American Psychiatric Association).

Secondo questa classificazione i disturbi depressivi o dell’umore vengono suddivisi in due categorie: i Disturbi Depressivi Unipolari e i Disturbi Bepressivi Bipolari. 

Si parla di depressione quando per almeno due settimane il livello di energia psicologico e fisico è basso: apatia, stanchezza (“Al mattino faccio fatica ad alzarmi, a buttarmi giù dal letto”), insoddisfazione (“Non mi aspetto niente dalla giornata, dalle persone, dalla vita”), pessimismo, scoraggiamento (“All’idea di affrontare un’altra giornata di lavoro mi sento morire”), pensieri ricorrenti. I problemi quotidiani sembrano insormontabili e diventano un motivo di preoccupazione e angoscia (“Sembra tutto così impossibile, senza speranza”). Successivamente sopraggiunge il senso di colpa, la sfiducia in se stessi (“Perché sono così? Non riesco a combinare nulla di buono”), fino alla disperazione (“Mi ritrovo a piangere senza motivo e vorrei solo dormire per sempre”). 

Ciò si accompagna usualmente ad una perdita di interesse per gli affetti e per le attività abituali, anche per quelle gradevoli. Aumenta la difficoltà a prestare attenzione verso tutto ciò che circonda. Sembra tutto faticoso e sopraggiunge un senso di inadeguatezza e di fallimento (“Chi mai vorrebbe una persona come me? Non sono stata una brava figlia, una brava moglie, una brava madre….”).

Altri sintomi della depressione sono:

  • Pessimismo;
  • Diminuzione dell’interesse sessuale;
  • Irritabilità, verso i propri difetti, reali o immaginari, ma anche verso i difetti degli altri;
  • Difficoltà di memoria;
  • Crisi di pianto;
  • Ansia e stato di allarme.

 

La depressione si trova frequentemente associata ad altri disturbi, mentali e fisici. E in questi casi la depressione si può sviluppare come reazione al disturbo in corso e può aggravare il disturbo principale sia perché la persona tenderà a non riuscire a collaborare sia per le conseguenze negative sul sistema immunitario.

Questa distinzione è necessaria perché prevede piani di trattamento, psicoterapeutico e/o farmacologico diversi.

I farmaci antidepressivi possono aiutare ad alleviare alcuni dei sintomi, anche se non tutte le persone a cui è stata diagnostica la depressione necessitano di questi rimedi. A seconda della gravità della depressione un intervento di terapia cognitivo-comportamentale (TCC) TAB ALLA TCC può essere sufficiente per stare meglio. La terapia cognitivo comportamentale è stata sottoposta a molte verifiche empiriche che hanno dimostrato la sua efficacia nei casi di depressione.

Non raramente la terapia psicologica e i farmaci antidepressivi sono utilizzati in combinazione.