DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO DI PERSONALITA’

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalità (OCPD) si presenta come un insieme di preoccupazioni per l’ordine, il perfezionismo, il controllo mentale e interpersonale a spese di flessibilità, apertura ed efficienza.

Il OCPD colpisce circa l’1% nella popolazione generale e circa il 3-10% tra gli individui che si presentano all’osservazione clinica.
Il disturbo interessa maggiormente il sesso maschile e si manifesta soprattutto all’inizio dell’età adulta per poi raggiungere l’apice fra i 40 e i 50 anni.

Le persone che soffrono di tale disturbo fanno fatica ad esprimere le emozioni e le considerano pericolose.

Altre caratteristiche del funzionamento dei pazienti OCPD riguardano il pensiero dicotomico e le doverizzazioni. E’ caratteristico dell’OCPD la tendenza a considerare le cose come tutto o niente, secondo una visione strettamente in bianco o nero. Lo stile di pensiero è in termini di dovrei o devo. Tale stile di pensiero moralistico, punitivo,e assolutistico li induce a fare ciò che devono secondo i loro rigidi standard piuttosto che ciò che desiderano fare.

 

Come si diventa ossessivi?

Riguardo alla possibile eziologia del OCPD il tipico ambiente famigliare che predispone allo sviluppo di questo disturbo è caratterizzato dalla tendenza ad un alto controllo sulle prestazioni (area del fare o del dovere), l’igiene, le regole, ma soprattutto si caratterizzano per essere famiglie fredde a livello emotivo. Il caloreaffettivo, le coccole, il divertimento, le risate (area del piacere e dei desideri spontanei), sono quasi totalmente evitate e non incoraggiate. Sono famiglie implicitamente o esplicitamente punitivecon standard perfezionistici molto alti “devi essere bravo, ubbidiente, diligente…”, considerando i successi come un dovere obbligatorio, al punto da far mancare totalmente premi e le lodi per i successi.

C’è una pressante coercizione a seguire le regole e a fare le cose in modo corretto, indipendentemente dai costi personali che questo comporta.

 

Come capire se si soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo di Personalità?

Raramente una persona intraprende una terapia per questo disturbo di personalità, nonostante ci possa essere una consapevolezza di fondo che talune caratteristiche di pensiero contribuiscono a mantenere un moderato livello di disagio.

Solitamente viene chiesto aiuto per un’ampia varietà di problemi di attivazione ansiosa (generalizzata o di panico) soprattutto in relazione a difficoltà lavorative in cui c’è un conflitto tra la propria ossessività perfezionistica e le pressioni esterne.

Oppure viene chiesto aiuto per problemi di depressione. Infatti, tali pazienti conducono una vita piatta, noiosa, insoddisfacente e posso soffrire di una lieve depressione cronica.

Possono presentare anche una varietà di disturbi psicosomatici a causa degli effetti fisici della continua attivazione ansiosa.

Un’altra motivazione che li porta a chiedere aiuto riguarda i problemi di coppia e sessuali, come ad es. impotenza, eiaculazione precoce, perdita dell’erezione o problemi di comunicazione.

I segnali che più di altri devono farci pensare di soffrire di un OCPD sono i seguenti: semplificare

  • riscontrare un’eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, al punto da minimizzare l’importanza dei momenti di svago e delle amicizie;
  • difficoltà a completare compiti e a raggiungere obiettivi legati a standard interni di comportamento rigidi e irragionevolmente elevati e inflessibili;
  • atteggiamenti eccessivamente moralistici e coscienziosi;
  • difficoltà ad empatizzare, ovvero a comprendere e ad apprezzare idee, sentimenti e comportamenti altrui;
  • rigida insistenza sul fatto che ogni cosa sia impeccabile, perfetta, senza errori o difetti;
  • convinzione che ci sia solo un modo giusto di fare le cose;
    difficoltà a cambiare idea o punto di vista;
  • preoccupazione per i dettagli, l’organizzazione e l’ordine;
    tendenza a perseverare, ovvero a mantenere lo stesso comportamento nonostante ripetuti fallimenti.

     

TRATTAMENTO

 

Ad oggi la terapia cognitivo-comportamentale risulta uno dei trattamenti di elezione nella cura del OCPD. L’obiettivo della terapia cognitivo-comportamentale diventa quello di favorire dei cambiamenti che permettono di condurre uno stile di vita più sereno e flessibile.

Gli interventi dell’orientamento cognitivo comportamentale si rivolgono ai costrutti cognitivi di questi pazienti, in particolare, interventi sul perfezionismo patologico; interventi rivolti a ridimensionare l’importanza degli errori e a dare loro un peso diverso.

Un ruolo particolare viene rivestito da quelle tecniche volte a gestire l’ansia generata dal bisogno di un controllo assoluto, dall’intolleranza dell’incertezza, dall’obbligo di controllo, dalla tendenza a procrastinare le attività che non si sanno gestire e dalla tendenza alla doverizzazione.

Tutte queste tecniche hanno l’obiettivo di costruire un nuovo equilibrio tra il perfezionismo o doverismo patologico e il prendere più alla leggera la vita nonché esplorare maggiormente il proprio mondo emotivo.

Il trattamento farmacologico

L’intervento farmacologico con i pazienti che soffrono di OCPD, se necessario, include generalmente l’uso di farmaci ansiolitici e antidepressivi, preferibilmente integrati con una psicoterapia. La terapia farmacologica ha essenzialmente l’obiettivo di alleviare i sintomi correlati al disturbo, ansia, panico, depressioni, disturbi gastro-intestinali etc…