COS’E’ L’INSONNIA?

L’insonnia è un problema di salute pubblica che colpisce grandi settori della popolazione su base situazionale, ricorrente o cronica. L’insonnia persistente è associata a significative disfunzioni diurne, ridotta qualità della vita. Quando l’insonnia persistente non è trattata aumentano i rischi di depressione maggiore(tab) e di ipertensione. Il sonno è un momento essenziale di riposo e di benessere: favorisce, infatti, tutti i processi di rigenerazione e crescita e permette di fissare nella memoria le esperienze fatte durante la veglia. 

Nonostante la sua alta frequenza, morbosità, e costi, l’insonnia spesso resta non curata o viene trattata con auto-rimedi (es. alcool, medicine da banco) di discutibile efficacia e sicurezza. E’ comunemente riportato che il 10-15% della popolazione adulta soffre d’insonnia persistente e che almeno un terzo della popolazione generale deve aspettarsi di soffrire occasionalmente di questo disturbo nel corso della vita. I disturbi del sonno sono particolarmente diffusi nella popolazione più anziana, in cui raggiungono una prevalenza del 47% .

 

COME SI CURA?

La terapia cognitiva comportamentale (CBT) TAB e la farmacoterapia sono i soli trattamenti che hanno un’adeguata evidenza clinica nella gestione dell’insonnia. Pochissime sono le persone che non hanno avuto esperienza diretta di una o più notti trascorse insonni. I fattori che possono alterare la qualità e la quantità del sonno sono numerosissimi: di natura individuale, sociale e lavorativa e si combinano tra loro nei modi più diversi. 

 

TIPI DI INSONNIA

L’insonnia si può presentare in tanti modi diversi, ecco perché clinicamente viene classificata tenendo conto di almeno tre parametri: la sua (a) durata, le possibili (b) cause e la (c) tipologia

(a) La durata dell’insonnia è molto variabile e può subire modificazioni nel corso della vita di uno stesso individuo. Può esserci insonnia occasionale, persistente (più di un mese) o cronica (anni).

(b) Per quanto riguarda le cause dell’insonnia, si distinguono l’insonnia primaria (il paziente è sano e non ci sono cause apparenti che giustifichino il disturbo) e l’insonnia secondaria (l’insonnia è legata ad altre malattie fisiche o altri problemi psicologici, come la depressione).

(c) Occorre distinguere l’insonnia iniziale o precoce (il paziente fa fatica ad addormentarsi), quella centrale (caratterizzata da frequenti e sostenuti risvegli durante la notte) e quella tardiva (caratterizzata da risveglio mattutino precoce). Esiste anche un’insonnia soggettiva, ovvero la percezione di dormire poco e male, nonostante dati oggettivi dimostrino il contrario.

Da distinguere è la cosiddetta sindrome da deprivazione di sonno che, pur non essendo clinicamente distinguibile dall’insonnia primaria, è caratterizzata da un’eccessiva sonnolenza diurna e tendenza all’addormentamento ed è legata ad un debito cronico di sonno che viene patologicamente ad instaurarsi per obblighi familiari e professionali o per abitudini di vita scorrette.

Vi è infine la cosiddetta insonnia dei turnisti legata ad un alterazione cronica, in persone predisposte, del ritmo sonno-veglia (simile ma occasionale la sindrome da Jet Lag).