Alcuni atteggiamenti interpersonali hanno in comune una moderata o esagerata benevolenza e fiducia nei confronti dell’altro, in cui talvolta l’importanza attribuita all’altro prevale a discapito dei propri bisogni (o di se stessi). Sono gli atteggiamenti di altruismo e oblatività,  sacrificio e condiscendenza.

Quali sono gli ingredienti di questi atteggiamenti?

L’assetto mentale, così come quello emotivo e comportamentale di questi atteggiamenti  comprende una disposizione positiva nei confronti dell’altro. In relazione alle aspettative sui contatti interpersonali, in molti casi, l’attribuzione di importanza all’altro è irrealistica o eccessiva.  I sentimenti e i comportamenti che nascono dalla considerazione di stima e fiducia verso altre persone sono alla base di atteggiamenti come quelli in cui si presta la propria opera a favore degli altri, soprattutto quando questi ultimi si trovano in uno stato di pericolo o di  bisogno.  

Questi atteggiamenti connotati positivamente e auspicabili in tutti gli esseri umani hanno un grande valore adattivo per la sopravvivenza della specie. Ma nella  loro espressione problematica  sono strettamente legati alla sottomissione relazionale. Talvolta, a livello interiore, le aspettative relative a se stessi sono orientate verso una scarsa fiducia nelle proprie capacità, che si accompagna all’idea di aver bisogno del consenso e dell’aiuto esterno. Tale visione di sé può ritrovarsi come elemento costitutivo di fondo negli atteggiamenti di questo gruppo quando essi diventano patologici. 

E’ tuttavia possibile sperimentare tali atteggiamenti anche in presenza di aspettative positive nei riguardi di se stessi. Si possono distinguere convinzioni di aver bisogno di conferme esterne per sostenere l’autostima e l’idea di sé; e convinzioni di aver bisogno di sostegno in termini di presenza o vicinanza dell’altro. 

Tali aspettative, sono applicabili anche alle qualità altrui, in questo caso l’altro viene costruito come fragile e indifeso e quindi bisognoso dell’aiuto esterno. 

Questi atteggiamenti emergono soprattutto come problematiche di tipo relazionale nei rapporti di coppia  e tra genitori e figli. 

Gli  atteggiamenti di oblatività patologica e sacrificio patologico possono essere spinti fino alla completa ed eccessiva dedizione alle esigenze e ai bisogni altrui, privilegiati a discapito dei propri.  L’accondiscendenza invece è un atteggiamento che si focalizza maggiormente sull’arrendevolezza alla volontà ai desideri e alle richieste altrui. 

Nei rapporti di coppia uno dei due partner si può lamentare di uno squilibrio di sacrificio, rinuncia, e accondiscendenza nella conduzione della gestione familiare o nel tempo da dedicare alle attività personali. Si può creare un rapporto asimmetrico ma stabile i cui componenti giocano ruoli diversi, ma complementari. Le  aspettative che regolano il comportamento di un componente della coppia sono quelle di accondiscendere e accontentare l’altro (“altruismo patologico) mentre le aspettative della parte complementare sono che si ha il diritto di essere accontentati (“egoismo patologico). La definizione e la contrattazione degli scopi e delle attivita’  personali e di coppia, è un passaggio importante per aiutare “l’altruista patologico” ad imparare a ricevere, non solo a dare e viceversa per chi soffre di “egoismo patologico”.

In questo esempio abbiamo preso in considerazione due condizioni tra loro opposte: un  eccesso di sottomissione in cui si tende sempre  a dare la priorità al bene dell’altro  e, viceversa, un eccesso di egocentrismo in cui il non occuparsi mai di chi ci sta accanto rende difficile l’adattamento alla relazione o al gruppo di appartenenza.