Proviamo rabbia quando riteniamo di aver subito un danno ingiusto in conseguenza del quale un nostro scopo è stato frustrato.

La rabbia ha una funzione di difesa, di fronte ad un evento  percepito come un’aggressione . Le ricerche in ambito evolutivo sottolineano come la rabbia abbia uno scopo originario, quello di fungere da segnale per la persona che accudisce il neonato, affinchè riesca ad eliminare l’elemento che ha causato la rabbia.

Arrabbiandosi e manifestando la propria rabbia aiuta a scoraggiare le prepotenze altrui o ad evitare che queste si ripetano . Soprattutto può migliorare l’autostima perché si percepisce di essere in grado di esercitare un controllo sull’altro e più in generale di avere potere sulla propria esistenza.  Vale la pena arrabbiarsi, almeno per difendere i propri scopi o la propria identità.

Aristotele diceva:” Chiunque può arrabbiarsi – è facile (…) ma arrabbiarsi con la persona giusta, nel modo giusto e per la cosa giusta- questo non è da tutti, e non è facile”.

Arrabbiarsi  dunque  non è un problema, lo diventa, il tempo durante il quale si sperimenta questa emozione e il modo con la quale si esprime.

 

La reazione di rabbia dal punto di vista fisico sono:

  • Irrigidimento muscolare
  • Percepirsi sul punto di esplodere
  • Sentire di non avere controllo
  • Sentire di non poter frenare le lacrime
  • Aver voglia di colpire qualcosa
  • Sentire il viso infiammarsi
  • Irrequietezza 

 

Se la  rabbia si manifesta con impulsività, incapacità di tollerare la frustrazione, con esplosioni aggressive verso di sé o verso gli altri si può parlare di rabbia patologica.